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Il relitto del Lillois

http://mariondentalgroup.com/?myur=facebook-rencontre-celibataire&714=e5 Ci sono avvenimenti che non trovano spazio nei libri di storia, considerati minori, ma che per la loro intensità rivestono un fascino che va oltre la loro rilevanza storica.

http://halilbalim.com/?frimol=como-conocer-chicos-coreanos&738=9d E’ il caso dell'affondamento del mercantile Lillois, avvenuto un giorno di marzo del 1943 al largo dell’abitato di Scalea.
Oggi il relitto giace come un gigante addormentato su un fondale, a circa 60 metri di profondità, avvolto nella sua consueta nuvola di Anthias rosa.
Nella luce incerta della profondità la discesa è meravigliosa, ma è riservata agli esperti che si immergeranno seguendo un cavo guida fino alla stupenda coffa di prua che, a circa 37 metri, si staglia maestosa e spettrale nel blu. Lungo l'albero di prua si prosegue fin sulla coperta, e verso poppa ci si può muovere su tutto il ponte della nave ammirandone le strutture ancora integre.
Certo, tutto ciò che il mare inghiotte si trasforma in un’oasi di vita e di colori, che aumenta l’entusiasmo dell’esplorazione, ma in questo caso è la vicenda della nave perduta ad attrarci più di ogni altra cosa. È la tragedia che ha coinvolto il suo equipaggio, sono i drammi e gli atti di eroismo rinchiusi nel silenzio delle stive buie, sono le rotte che ha seguito, i mari che ha solcato… prima che un siluro della Marina Inglese la consegnasse al silenzio dell’Alto Tirreno Calabrese. Per sempre.